Nel 1860
i primi studi cosiddetti “sessuologici” dichiarano che la donna ha la
possibilità di provare piacere durante il rapporto sessuale; nello stesso
periodo Freud mostra al mondo un’aspetto dell’accadimento psichico chiamato ”eros” ben presente fin dalla
primissima infanzia.
Il mondo
intellettuale e non si spacca e si frantuma: il sesso del resto deve restare
relegato nel buio delle camere, e non fotografato alla Von Gloeden sugli scogli
di Taormina.
I buoni
matrimoni di allora si celebravano presto;
le mogli di allora, divenivano madri a 15 o 16 anni. Il primo ciclo a 10
anni non sembrava un evento catastrofico, ma comunque da tenere celato e
nascosto poiché sporco ed impuro.
Il
contributo pedagogico delle Chiese nazionali, strutturava a diverse longitudini politiche, l’idea della colpa.
Da
Lilith in poi, e rimando al bel libro di Roberto Sicuteri, da Eva ed Adamo in
seguito, il sesso è colpa.
Nel
primo ventennio del 1900, mentre cresceva la follia razzista devastatrice degli
intelletti, uno psicanalista invitava i
genitori a lasciare le chiavi di casa ai propri figli adolescenti. Li invitava
ad accettare l’idea che o in casa o fuori casa, i ragazzi fanno sesso. Che
piaccia o no ai genitori, i ragazzi si amano: maschi con femmine, maschi con maschi, femmine con femmine, e le più
varie combinazioni matematiche possibili.
Piaccia
o no, ragazzi e ragazze si masturbano; in camera, in bagno, nascosti o visibili
seguono il loro bisogno.
Siamo
abituati, soprattutto in terapia, a sentire il racconto della devastazione del
senso di colpa, il vissuto della angoscia del sentirsi sporchi o sporcati;
raccontano i futuri adulti del terrore del peccato e della punizione.
Risultato?
Il sesso si fa comunque, ma male vissuto di fretta, in luoghi pericolosi. Si
offrono, i corpi, agli insulti di sguardi
indiscreti, di violenza,
all’intervento di forze di polizia, o di facili sarcasmi. Il sesso “mordi e fuggi” diviene velocemente
l’unico modo di fare l’amore. La serenità dell’esplorarsi, del conoscersi,
lascia posto al rubare correndo il piacere. Ed ecco i disturbi: le precoci di chi non sente il proprio corpo,
ed il momento “di non ritorno”; i
muscoli contratti delle donne che non
hanno tempo di rilassarsi e vivono dunque la penetrazione come “dolorosa”, e
così via.
Krampack non è
nulla di tutto questo, è un film lieve
che descrive l’altro aspetto del mondo della adolescenza. Il ragazzo si
appropria e gestisce un suo spazio.E’
la storia della ricerca della propria
sessualità gestita senza angoscia e senza colpa.
Due
amici si esplorano in rapporti omosessuali, si orientano nella scoperta
della propria fisicità e del proprio
corpo. Contemporaneamente scoprono i loro interessi: le moto, la caccia, le
donne, gli uomini, la letteratura.
Imparano
a gestire, programmare, finalizzare.
Nico e
Dani certo si amano, trasuda dal film. Trasuda la possibilità che la parola
amore indichi un sentimento forte di rispetto che passa tra le persone.
Sono due
uomini adolescenti, due persone libere almeno per una estate.
E’ il
periodo che mi fa riflettere…
Cosa
accadrà poi nell’inverno quando ricominceranno le scuole o il lavoro, quando la scoperta della
propria libertà abdra confrontata con lo stereotipo ancora veicolato dalle
nostre arcaiche scuole ed ancor più arcaiche chiese.
Del
resto Gerarde Lutte da oltre 20 anni docente di psicologia della età evolutiva
all’Universita di Roma dice che la adolescenza è una condizione
violentemente imposta dalla società adulta … l’adolescente ha il dovere di
essere grande per studiare, per lavorare, per colmare i bisogni dei genitori.
L’adolescente è adulto quando gli si dia un fucile per sparare in Sierra Leone, Nei balilla, in Kossovo,
nelle bande di Napoli, nelle periferie Milanesi.
L’adolescente
è adulto quando si spacca la schiena nei nostri cantieri calabresi e pugliesi,
nelle officine romane, nei Bar
cittadini.
E’
adulto a 16 anni quando guida l’automobile negli States, o impara a sparare a
17 nelle giovani leve del nostro esercito. E’ adulto sempre ma non per il
sesso.
Eppure è
così, i giovani fanno sesso e gli piace. Sarebbe più facile vivere serenamente se fosse sempre estate…
Con genitori responsabili che lasciano spazio al diritto alla Individualità dei
figli, al diritto alla loro “diversità”.
Dani,
Nico, Elena, Berta, tutti diversi tra
loro ed impegnati nella sperimentazione dello stereotipo.
“Non
posso fare il bagno perché ho le mestruazioni”
dice la ragazza un po atteggiata ad adulta, poi si lascia andare e gioca
alla vita con i suoi amici.
Chi lo
ha detto che non si può fare il bagno? Si può far tutto, certo ascoltando il
proprio corpo.
Si può
far l’amore, non si è sporche, le piante non muoiono, il sangue mestruale non fa male al pene, non crea irrazionalità
etc.
In un
libro ben fatto M. Carrera sostiene che
i cicli irregolari e dolorosi sono più frequenti in donne aderenti a gruppi
religiosi ortodossi, con forte preclusioni rispetto al sesso rispetto a
donne che “ credono in religioni dove
mestruazioni, rapporti sessuali e castità non sono legati in modo così profondoi
e significativo. E’ evidente che il modo
in cui una donna è accolta nel corpo sociale può avere un effetto sulle
normali funzioni corporee” (M. Carrera, 1981, ed.it. La vita sessuale,
idealibri 1993).
L’omosessualità
di Dani è un vissuto sereno, come anche la eterosessualità di Nico; i loro giochi sessuali
rappresentano un fenomeno estremamente
diffuso e dunque da un punto di vista statistico “ normale”.
Dopo
anni di negazione della sessualità, di
revisionismo in chiave oscurantistica della psicologia della età
evolutiva Krampack porta una boccata di leggerezza e serietà.
Un
aspetto su cui invito a riflettere è il personaggio dell’adulto. Nel film
l’adulto è un personaggio spaventato dal sesso, bloccato ( come Julian);
insoddisfatta, invecchiata, con ansie da abbandono (come la governante);
preoccupati di gestire gli altri, materni, asessuati come Sonia.
Un
quadro apparentemente spietato, ma così ci vedono gli adolescenti. Ci vedono
presuntuosi, certissimi delle nostre verità, impermeabili alle loro novità. Ci
vedono grandi, e certo lo siamo. Mi ricordo il film “Il sesto senso”, e cosa
può succedere quando non si ascolta un bambino.
Bambino
interiore, bambino che sono stato, oppure un bambino in carne ed ossa.
Adolescente
interiore, quello che sono stato, oppure uno in carne ed ossa.
Adulto
interiore, quello che sarò, oppure uno in carne ed ossa.
I molti
pazienti che hanno visto il film ne hanno tratto spunti di riflessione sul loro
periodo adolescenziale, come spesso il conflitto non fu risolto ma evitato.
Come
spesso la paura della diversità abbia portato alla scelta della omologazione.
Ecco il dolore e la sofferenza, scegliere una uguaglianza che ci calpesta, un abito di piombo che si arroventa in
estate quando le passioni diventano ardenti; e ci gela d’inverno quando la
solitudine della scelta ghiaccia le
ossa.
Ci dà
occasioni di dibattito questo interessante film così censurato dalla famosa “
commissione”.
Mi
chiedo se la stessa segua i programmi in TV, in cui il cervello è stato spostato
su glutei e seni, se segua i vari 166 o 144, se il modello di scoperta del sesso offerto da questi
media sia meno capace di “ incidere
negativamente sulla loro personalità anche sotto il profilo degli
orientamenti sessuali”.
Cara
commissione, grazie per l’uso del termine orientamento sessuale, è già un
successo della Psicologia e della scienza contro la spavalderia della ottusità ed ignoranza; non credo però che Krampack
possa incidere negativamente sui ragazzi.
Può
incidere in modo devastante certo su gli adulti insoddisfatti e repressi, su
quegli uomini adulti che hanno dimenticato le loro estati in libertà.
Ancora
una volta come sempre il sesso trattati in modo sereno e rasserenante turba,
rischia di mettere in crisi un sistema di valori basato sulla consuetudine
dello stereotipo. Krampack ci
ricorda la “ sostenibile leggerezza
dell’essere”.
*Psicologo, psicoterapeuta, sessuologo.