. Il cinema senza censure!
Cerca film, attori, registi e news

Homepage
Sala news
Sala recensioni
Sala interviste
Sala multimedia
Sala luci rosse
Sala lettura
Sala psicologica
Sala provocazione
Sala interattiva
Sala speciali
Pensieri e parole
 
..
.
.
 
Link consigliati¬
 
 
Area download¬
 
 

 

Sala psicologica¬

IL LETTINO DELLO PSICOLOGO

Krampack
di Danilo Moncada Zarbo*
.

Nel 1860 i primi studi cosiddetti “sessuologici” dichiarano  che  la donna ha la possibilità di provare piacere durante il rapporto sessuale; nello stesso periodo Freud  mostra al mondo  un’aspetto dell’accadimento psichico  chiamato ”eros” ben presente fin dalla primissima infanzia.

 

Il mondo intellettuale e non si spacca e si frantuma: il sesso del resto deve restare relegato nel buio delle camere, e non fotografato alla Von Gloeden sugli scogli di Taormina.

 

I buoni matrimoni di allora si celebravano presto;  le mogli di allora, divenivano madri a 15 o 16 anni. Il primo ciclo a 10 anni non sembrava un evento catastrofico, ma comunque da tenere celato e nascosto poiché sporco ed impuro.

 

Il contributo pedagogico delle Chiese nazionali, strutturava a diverse  longitudini politiche, l’idea della colpa.

Da Lilith in poi, e rimando al bel libro di Roberto Sicuteri, da Eva ed Adamo in seguito, il sesso è colpa.

 

Nel primo ventennio del 1900, mentre cresceva la follia razzista devastatrice degli intelletti, uno psicanalista invitava  i genitori a lasciare le chiavi di casa ai propri figli adolescenti. Li invitava ad accettare l’idea che o in casa o fuori casa, i ragazzi fanno sesso. Che piaccia o no ai genitori, i ragazzi si amano: maschi  con femmine, maschi con maschi, femmine con femmine, e le più varie combinazioni matematiche possibili.

Piaccia o no, ragazzi e ragazze si masturbano; in camera, in bagno, nascosti o visibili seguono  il loro bisogno.

Siamo abituati, soprattutto in terapia, a sentire il racconto della devastazione del senso di colpa, il vissuto della angoscia del sentirsi sporchi o sporcati; raccontano i futuri adulti del terrore del peccato e della punizione.

Risultato? Il sesso si fa comunque, ma male vissuto di fretta, in luoghi pericolosi. Si offrono, i corpi, agli insulti di sguardi  indiscreti, di violenza,  all’intervento di forze di polizia, o di facili sarcasmi.  Il sesso “mordi e fuggi” diviene velocemente l’unico modo di fare l’amore. La serenità dell’esplorarsi, del conoscersi, lascia posto al rubare correndo il piacere. Ed ecco i disturbi: le  precoci di chi non sente il proprio corpo, ed il momento “di non ritorno”;  i muscoli contratti delle donne  che non hanno tempo di rilassarsi e vivono dunque la penetrazione come “dolorosa”, e così via.

 

Krampack non è nulla di tutto questo, è un film lieve  che descrive l’altro aspetto del mondo della adolescenza. Il ragazzo si appropria e gestisce  un suo spazio.E’ la storia della ricerca  della propria sessualità gestita senza angoscia e senza colpa.

 

Due amici si esplorano in rapporti omosessuali, si orientano nella scoperta della  propria fisicità e del proprio corpo. Contemporaneamente scoprono i loro interessi: le moto, la caccia, le donne, gli uomini, la letteratura.

Imparano a gestire, programmare, finalizzare.

Nico e Dani certo si amano, trasuda dal film. Trasuda la possibilità che la parola amore indichi un sentimento forte di rispetto che passa tra le persone.

Sono due uomini adolescenti, due persone libere almeno per una estate.

E’ il periodo che mi fa riflettere…

Cosa accadrà poi nell’inverno quando ricominceranno le scuole  o il lavoro, quando la scoperta della propria libertà abdra confrontata con lo stereotipo ancora veicolato dalle nostre arcaiche scuole ed ancor più arcaiche chiese.

 

Del resto Gerarde Lutte da oltre 20 anni docente di psicologia della età evolutiva all’Universita di Roma  dice che  la adolescenza è una condizione violentemente imposta dalla società adulta … l’adolescente ha il dovere di essere grande per studiare, per lavorare, per colmare i bisogni dei genitori. L’adolescente è adulto quando gli si dia un fucile per sparare  in Sierra Leone, Nei balilla, in Kossovo, nelle bande di Napoli, nelle periferie Milanesi.

L’adolescente è adulto quando si spacca la schiena nei nostri cantieri calabresi e pugliesi, nelle officine romane, nei Bar  cittadini.

E’ adulto a 16 anni quando guida l’automobile negli States, o impara a sparare a 17 nelle giovani leve del nostro esercito. E’ adulto sempre ma non per il sesso.

 

Eppure è così, i giovani fanno sesso e gli piace. Sarebbe più facile  vivere serenamente se fosse sempre estate… Con genitori responsabili che lasciano spazio al diritto alla Individualità dei figli, al diritto alla loro “diversità”.

 

Dani, Nico, Elena, Berta,  tutti diversi tra loro ed impegnati nella sperimentazione dello stereotipo.

“Non posso fare il bagno perché ho le mestruazioni”  dice la ragazza un po atteggiata ad adulta, poi si lascia andare e gioca alla vita con i suoi amici.

 

Chi lo ha detto che non si può fare il bagno? Si può far tutto, certo ascoltando il proprio corpo.

Si può far l’amore, non si è sporche, le piante non muoiono,  il sangue mestruale non fa male al pene, non crea irrazionalità etc.

In un libro ben fatto M. Carrera  sostiene che i cicli irregolari e dolorosi sono più frequenti in donne aderenti a gruppi religiosi ortodossi, con forte preclusioni rispetto al sesso rispetto a donne  che “ credono in religioni dove mestruazioni, rapporti sessuali e castità non sono legati in modo così profondoi e significativo. E’ evidente che il modo  in cui una donna è accolta nel corpo sociale può avere un effetto sulle normali funzioni corporee” (M. Carrera, 1981, ed.it. La vita sessuale, idealibri 1993).

 

L’omosessualità di Dani è un vissuto sereno, come anche la eterosessualità  di Nico; i loro giochi sessuali rappresentano un  fenomeno estremamente diffuso e dunque da un punto di vista statistico “ normale”.

 

Dopo anni di negazione della sessualità, di  revisionismo in chiave oscurantistica della psicologia della età evolutiva Krampack porta una boccata di leggerezza e serietà.

 

Un aspetto su cui invito a riflettere è il personaggio dell’adulto. Nel film l’adulto è un personaggio spaventato dal sesso, bloccato ( come Julian); insoddisfatta, invecchiata, con ansie da abbandono (come la governante); preoccupati di gestire gli altri, materni, asessuati come Sonia.

 

Un quadro apparentemente spietato, ma così ci vedono gli adolescenti. Ci vedono presuntuosi, certissimi delle nostre verità, impermeabili alle loro novità. Ci vedono grandi, e certo lo siamo. Mi ricordo il film “Il sesto senso”, e cosa può succedere quando non si ascolta un bambino.

Bambino interiore, bambino che sono stato, oppure un bambino in carne ed ossa.

 

Adolescente interiore, quello che sono stato, oppure uno in carne ed ossa.

 

Adulto interiore, quello che sarò, oppure uno in carne ed ossa.

I molti pazienti che hanno visto il film ne hanno tratto spunti di riflessione sul loro periodo adolescenziale, come spesso il conflitto non fu risolto ma evitato.

Come spesso la paura della diversità abbia portato alla scelta della omologazione. Ecco il dolore e la sofferenza, scegliere una uguaglianza che ci calpesta,  un abito di piombo che si arroventa in estate quando le passioni diventano ardenti; e ci gela d’inverno quando la solitudine della scelta  ghiaccia le ossa.

 

Ci dà occasioni di dibattito questo interessante film così censurato dalla famosa “ commissione”.

 

Mi chiedo se la stessa segua i programmi in TV, in cui il cervello è stato spostato su glutei e seni, se segua i vari 166 o 144, se il modello  di scoperta del sesso offerto da questi media sia  meno capace di “ incidere negativamente sulla loro personalità anche sotto  il  profilo degli orientamenti sessuali”.

 

Cara commissione, grazie per l’uso del termine orientamento sessuale, è già un successo della Psicologia e della scienza contro  la spavalderia della ottusità ed ignoranza; non credo però che Krampack possa incidere negativamente sui ragazzi.

Può incidere in modo devastante certo su gli adulti insoddisfatti e repressi, su quegli uomini adulti che hanno dimenticato le loro estati in libertà.

Ancora una volta come sempre il sesso trattati in modo sereno e rasserenante turba, rischia di mettere in crisi un sistema di valori basato sulla consuetudine dello stereotipo. Krampack  ci ricorda  la “ sostenibile leggerezza dell’essere”.

*Psicologo, psicoterapeuta, sessuologo.

 

 

 
.
Anno2 Pubblicazione registrata al Tribunale della Stampa di Roma N° 303/2002 del 07/06/2002 - email
.