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E, finalmente, l'attesissimo film di Kenny Ortega arriva in Italia. Si intitola This is it sulle prove dell'ultimo spettacolo di Michael Jackson, che avrebbe dovuto aver luogo nel luglio 2009 per cinquanta volte alla 02 Arena di Londra.
Dopo la morte del re del pop questo materiale di repertorio è diventato preziosissimo.
Il film nella superficie ci mostra un Jackson non solo artista, ma anche uomo, e quello che spicca subito agli occhi è l'infinita volontà del cantante a donare amore. Anche nella critiche che porge con umiltà ai suoi collaboratori finisce la frase con: “Ve lo dico con amore”. La scene sono delle prove per un concerto che sarebbe stato un evento incommensurabile nella storia della musica per il quale sono stati scelti i migliori giovani cantanti e ballerini americani che al pensiero di lavorare con la pop star erano febbrilmente commossi. Artisti che sono nati e cresciuti con la musica di Michael, come intere generazioni, e che adesso hanno la possibilità di esibirsi con lui. Quindi Jackson emerge in questo contesto come il padre buono di tutti questi ragazzi che lui dirige con incredibile maestria. Ad un certo punto del documentario un membro dello staff si alza e dice entusiasta: “Sembra di essere in chiesa!”. Perchè Michael rappresenta un Dio per questi giovani professionisti che lo seguono sbalorditi durante le prove. Tra le canzoni dell'artista si susseguono I'll be there, Beat It, Smooth Criminal, Jam e tante altre.
Momenti di famosi balli corali si alternano agli assoli di Michael veramente in dimenticabili. Questi sarebbero stati gli ultimi concerti del Divo dove i suoi più grandi successi vengono rielaborati grazie a filmati, dagli effetti speciali digitali ed innovativi. Sicuramente le immagini che ci presenta la pellicola non legittimano la morte del re, infatti egli è in forma, energico e perfezionista nelle prove. Quindi sembrerebbero infondate le accuse di alcuni fan mosse contro Sony. Ma è anche vero che se si guarda la pellicola alla luce delle vicende misteriose che stanno dietro alla sua morte, nel profondo percepiamo che quest'uomo dalla bontà infinita è stato completamente usato dalle persone che lo circondavano, perchè era una macchina da soldi. I suoi dischi, gli eventi, spesso sono stati delle trovate pubblicitarie che arricchivano le tasche anche degli sponsor.
Ma l'arte di Michael era una merce preziosa degna di non essere venduta a questi individui. Mentre balla e canta quest'artista sembra volare al di sopra di ogni orrore e malvagità umana. Certo a tratti, nelle prove filmate, il re del pop sembra aver cambiato movenze, usa meno il bacino e cerca di risparmiare la voce per il concerto.
Il concerto ruota intorno a tre temi principali l'amore, la libertà e la difesa dell'ambiente, ma non c'è più nessun messaggio riguardante i bambini, forse anche per tenere lontani alcuni fantasmi del passato che hanno caratterizzato le infamie contro Jackson. Pronto a conquistare a suon di passi il mondo.
Ma come per magia con l'ultimo motivo Billie Jean Michael sembra tornare quello di sempre, bacino compreso. Pronto a riconquistare il mondo a suon di passi.
Che la vita del povero Michael non sia stata tutta un'operazione commerciale, compresa la sua morte, quasi una biopolitica dello spettacolo.
Forse è vero che a forza di dare amore non si può ricevere altro che amore ed ancora amore e Michael ha amato tanto i suoi fans che oggi tutti, da ogni parte del mondo, gli rendono omaggio.
Questa pellicola sarà probabilmente la prima testimonianza di una serie di film sulla sua vita, ma la cosa fondamentale è che celebri la sua persona in modo degno.
Indubbiamente la sua scomparsa prematura rende la sua esistenza ancora più mitica anche se lui non aveva bisogno di questo per dimostrarsi tale, ha ispirato intere generazioni e questo musical è l'ennesima prova della sua incommensurabile grandezza.
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