. Il cinema senza censure!
Cerca film, attori, registi e news

Homepage
Sala news
Sala recensioni
Sala interviste
Sala multimedia
Sala luci rosse
Sala lettura
Sala psicologica
Sala provocazione
Sala interattiva
Sala speciali
Pensieri e parole
 
..
.
.
 
Link consigliati¬
 
 
Area download¬
 
 

 

Sala lettura¬

IL CINEMA AMERICANO DOPO L’11 SETTEMBRE

a cura di Andrea Fontana
di Stefano Amarelo
.

Nessuno può negare che l’11 settembre del 2001 rappresenti una sorta di vero e proprio spartiacque per la storia americana e mondiale. Per la prima volta dalla guerra del 1812, con cui la Gran Bretagna tentò di riconquistare il giovane paese che aveva conquistato l’indipendenza nel 1776, gli Stati Uniti subivano un attacco al proprio interno (il bombardamento di Pearl Harbor non si può considerare tale, visto che le Hawaii solo successivamente avrebbero assunto lo status di Stato dell’Unione). Per la prima volta, qualcuno aveva il coraggio e la follia di attaccare gli Stati Uniti direttamente nel loro cuore, commerciale e finanziario. Ed è solo un caso, l’eroico sacrificio dei passeggeri del volo 93 della United, che questo attacco non abbia colpito anche il suo centro politico, la Casa Bianca. Comunque la si possa pensare, l’11 settembre è e rimane uno di quegli eventi che lasciano un segno nella storia. Era più che ovvio che un evento di tale magnitudo si riflettesse anche sul cinema, in vari modi piuttosto differenti tra loro. D’altronde, da sempre, il cinema è il mezzo perfetto per descrivere o simbolizzare un’epoca. È uscito in libreria, proprio in concomitanza con il 7 anniversario della distruzione delle Torri Gemelle a New York, per i tipi della Morpheo Edizioni, il volume intitolato Il cinema americano dopo l’11 settembre (18,00€), a cura di Andrea Fontana.

Si tratta di una serie di saggi, alcuni di carattere più generale ed altri più specificamente dedicati ai vari generi cinematografici (hollywoodiani e non), che cercano in qualche modo di analizzare il cinema post 11 settembre, evidenziando come questo stesso sia rimasto profondamente toccato dalla tragedia. Questo avviene su due piani fondamentalmente. In primis, abbiamo tutta una serie di pellicole che raccontano l’11 settembre e si fermano su uno o vari degli episodi accaduti in quella giornata indimenticabile per la storia recente. Poi, abbiamo, invece, e si tratta di un corpus assai più numeroso di opere, tutta una serie di film che in qualche modo rimandano all’evento senza parlarne direttamente.

Da una parte, quindi, stanno i vari United 93 di Paul Greengrass, World Trade Center di Oliver Stone, 11/9 di Jules e Gedeon Naudet, Fahrenheit 9/11 di Michael Moore e il corale 11 settembre 2001. Dall’altre, invece, ritroviamo i film più disparati e all’apparenza più lontani come possono essere Munichee La guerra dei mondi di Steven Spielberg, La venticinquesima ora o Inside Man di Spike Lee, Gangs of New York di Martin Scorsese, per giungere sino ai più prevedibili Cloverfield di Matt Reeves (nel quale il mostro comparso dal nulla che distrugge New York a un certo punto decapita addirittura la Statua della Libertà) o Flightplan di Robert Schwentke.

Ciò che colpisce in un libro, peraltro documentatissimo, a tutti i livelli, storico e critico, come Il cinema americano dopo l’11 settembre, è la capacità di ricostruire un lucido quadro degli eventi e di saperli prontamente riportare alla cinematografia post 2001. Sembra, poi, che gli autori non abbiano tralasciato di analizzare praticamente tutte le pellicole uscite fino ad oggi, alla luce degli attentati di Al Qaeda.

Il cinema americano dopo l’11 settembre risulta così essere un volume utilissimo per riuscire a leggere meglio un periodo di storia del cinema segnato da un avvenimento di così grande impatto. Tra l’altro, un evento che è stato certamente acuito dalla possibilità che miliardi di telespettatori hanno avuto di seguirlo in diretta, dagli schermi televisivi. Uno studio importante che ci apre gli occhi su come lo stesso cinema rifletta effettivamente quello che è lo stato d’animo dell’era nel quale viene realizzato. Bello e, per tutti gli interessati, irrinunciabile.

 
.
Anno2 Pubblicazione registrata al Tribunale della Stampa di Roma N° 303/2002 del 07/06/2002 - email
.