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Siamo nel 2004 ed esce sugli schermi il primo capitolo di quella che diverrà una vera e propria saga, ormai giunta al suo quarto episodio, dedicata ad un personaggio assai particolare, l’Enigmista, un serial killer malato terminale.
Quello che innanzitutto contraddistingue questa saga da quelle relative agli altri serial killer (pensiamo ad esempio alla saga di Freddy Krueger ed i vari Nightmare o alla serie del Jason Whoories di Venerdì 13) è il fatto che i film non sono degli episodi staccati ed indipendenti l’uno dall’altro. Nella saga de l’Enigmista, ci troviamo dinanzi ad un corpus compatto di opere che contribuiscono a ricreare, insieme, la storia del protagonista.
Fabrizio Fogliato, giovane docente e critico del cinema torinese, dedica a Saw e alla sua saga il nuovo libro edito per i tipi di Morpheo Edizioni Saw. Analisi di un successo annunziato (12,00€). In questo suo studio, l’autore esamina nel dettaglio le pellicole nella loro singolarità e, al contempo, all’interno del progetto più globale di cui si trovano a fare parte.
L’autore ritrova una differenza fondamentale tra la serie dedicata all’Enigmista e gli horror post 11 settembre 2001. Infatti, nel cinema horror post-attacco alle torri gemelle di New York, è possibile rintracciare una concezione piuttosto manichea del mondo, da una parte il Bene e dall’altra il Male assoluto: tutto è riconducibile a questa dicotomia che è chiara ed evidente. Lo spettatore non ha dubbi su chi abbia ragione e chi abbia torto. Al contrario, nella saga di Saw gli autori si divertono ad instillare in continuazione dubbi negli spettatori, riuscendo a creare un prodotto profondamente diverso da quella che è la media del genere.
Ci troviamo con una serie di film che fa del corpo, della sua esibizione e della sua lacerazione un vero e proprio protagonista ed è questo che più riesce ad affascinare gli spettatori che accorrono ad ogni nuovo appuntamento.
Dice Fogliato: “Saw” esercita sullo spettatore un’attrazione erotica che è assimilabile a quella del film pornografico; attraverso la rappresentazione della sofferenza della carne, restituisce a chi guarda la consapevolezza della debolezza e della fragilità del suo essere.
Insomma, Saw fa dell’esibizione il suo punto di forza, quello che lo rende appuntamento irrinunciabile per i suo fan. Non ha bisogno di puntare su un cast di attori famosi o su una regia particolarmente innovativa. Basta il suo contenuto ad affollare le sale.
Il libro di Fogliato è un interessante e ben dettagliata analisi di come sia nato questo fenomeno cinematografico e di come gli autori giochino con gli spettatori. Si tratta di un’opera che certamente potrà interessare tutti i fan della serie e tutti coloro che sono interessati a come nasca un fenomeno di questa portata. Non solo. Si tratta anche di un ottimo esempio di come si possano trovare elementi di interesse in opere che all’apparenza sono prive di alcun intento artistico, ma non per questo meno pensate e ragionate.
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