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BAD BOYS

La figura del cattivo nell’immaginario cinematografico
di Stefano Amarelo
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Cosa sarebbe il cinema (o anche la letteratura) qualora non esistessero i cattivi? Sarebbe ben poca cosa. Ci troveremmo dinanzi ad arcadiche rappresentazioni del tutto prive di interesse. Tutti che si vogliono bene e che si amano: mancherebbe una qualsiasi forma di conflitto che è poi la base sulla quale si fonda una qualsiasi narrazione. Insomma, ci sarebbe di che annoiarsi davvero.

In poche parole, abbiamo un bisogno colossale dei cattivi. Non solo, più sono affascinanti, più sono diabolici e più renderanno il film interessante. Accrescendo, in questo modo, anche lo spessore del protagonista buono, dell’eroe. Un cattivo da barzelletta non giova nemmeno all’eroe della pellicola: sarà solo un personaggio scialbo e da poco.

Come sempre accade nella storiografia, sono i vincitori quelli che godono delle prime pagine e dell’attenzione di tutti, mentre agli sconfitti non rimangono che poche colonne. Così anche nella pubblicistica cinematografica, assai maggiore è stato lo spazio dedicato alle figure dei buoni, dei protagonisti positivi, che non quello dato ai cattivi, ai villains, o ai cosiddetti bad boys (e non ci dobbiamo dimenticare anche l’esistenza delle bad girls, spesso perfide maliarde, prive di cuore).

Bad Boys. La figura del Cattivo nell’immaginario cinematografico di Marcello Gagliani Caputo, Sergio Gualandi e Andrea Salacone, edito per i tipi della Morfeo Edizioni (18,00 €), è un viaggio attraverso la storia del cinema ed attraverso gli attori che più e meglio hanno indossato i panni dei cattivi nel corso degli anni. Di ogni attore viene analizzata la carriera (e inclusa la filmografia) e particolare risalto viene dato a quei film che maggiormente hanno contribuito a farlo ricordare come un vero cattivo.

La lunga cavalcata prende avvio con il cinema tedesco e l’analisi di tre figure seminali per un genere in particolare, ovvero il cinema del terrore, l’horror. Abbiamo Max Schreck, il Nosferatu di Murnau; Rudolf Klein-Rogge, il professore folle di Metropolis o protagonista della serie del Dr Mabuse di Fritz Lang e il Conrad Veidt giunto alla fama con il Caligari di Robert Wiene del 1919. Segue poi l’esame delle grandi figure dell’horror targato Universal, Dracula, Frankenstein e l’Uomo Lupo. Ovvero, Bela Lugosi, Boris Karloff e Lon Chaney Jr. Un trio senza eguali che ha davvero dato un’impronta alla recitazione dei film horror, e a quelle che sono le caratteristiche di tutti i mostri della storia del cinema.

Il libro prosegue, non soffermandosi soltanto sui cattivi del genere horror, che sarebbe assai limitante, ma dedicandosi anche ai cattivi del noir o del gangster movie, gente del calibro di Jack Cagney.

E così via, di nome in nome arriviamo fino ai grandi del nostro tempo, gente come Jack Nicholson, Anthony Hopkins o Robert De Niro che in più di un’occasione hanno dimesso i panni degli eroi per diventare gli antieroi, i personaggi dai quali il pubblico ama farsi spaventare o che, addirittura, ama odiare.

Interessante è scoprire che, nella maggior parte dei casi, questi grandi interpreti sono persone assai distanti dai personaggi che li hanno resi celebri o che hanno in qualche modo caratterizzato le loro carriere. Infatti, molto spesso si è trattato di persone che ci si immaginerebbe capaci di tutto tranne che di recitare nel ruolo del cattivo. Dei gentiluomini veri e propri, delle persone miti e con un gran senso dello humour, altro che dei bad boys!

Nel complesso, Bad Boys è un interessantissimo viaggio nell’universo dei cattivi cinematografici e contribuisce a farci ricordare quanto questi cattivi di celluloide siano importanti per il nostro immaginario. Senza di loro, quelle storie che tanto amiamo, che tanto ci prendono e ci conquistano, non avrebbero senso e, anzi, diventerebbero assolutamente noiose. D’altronde, i personaggi che amiamo, gli eroi, sono tanto più grandi quanto più forti, intelligenti, diabolici sono i loro antagonisti. E più ci appassioneremo al cattivo e più saremo rapiti dalle immagini che danzano sullo schermo.

Un contributo importante, quindi, per ricordare anche tanti grandi attori oramai dimenticati che, pure, hanno avuto un’importanza fondamentale per la storia del cinema e che troppo spesso hanno finito per interpretare sempre uno stesso ruolo, prigionieri in fondo della loro stessa bravura. Un applauso ai cattivi e alle cattive del cinema: lo meritano tutto.

 
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Anno2 Pubblicazione registrata al Tribunale della Stampa di Roma N° 303/2002 del 07/06/2002 - email
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